prudenza.jpg

LA PRUDENZA

La prudenza per un uomo di fede è senza dubbio una virtù divina e in quanto tale donata da Dio. Non tutti gli uomini quindi ne possono beneficiare in ugual misura. Essa non è un qualcosa che si può imparare da autodidatti, ma una virtù che va pian piano scoperta ed accettata nella propria vita. Non va vissuta in modo passivo, ma va coltivata, fatta crescere in base alle nostre attitudini e messa in pratica durante tutto l'arco della nostra vita terrena, per rafforzarla e farla nostra fin nel profondo.


Obiettivo dei massoni è quello di tendere alla perfezione per avvicinarsi sempre di più al trascendente; per questa ragione la virtù della prudenza è fondamentale e può essere sicuramente d'aiuto. Essa infatti, massonicamente intesa, si può definire come la capacità dell'essere umano di scindere il giusto dallo sbagliato, il buono dal cattivo, il bene dal male.


Spesso questi concetti ai più sembrano un po' desueti e purtroppo si tende a strumentalizzarli a proprio favore, a volte anche inconsciamente, creandosi degli alibi e delle giustificazioni che permettono di comportarsi impunemente in modi quanto meno discutibili, facendo del male e recando danno.


L'unica cosa che conta veramente, per la maggior parte delle persone, è il guadagno personale ad ogni costo e la supremazia su tutto ciò che le circonda; non è un problema se cosi facendo chi ci sta di fianco ne esce umiliato o mortificato. La distruzione sistematica ed indiscriminata del nostro pianeta, il maltrattamento degli animali per le necessità alimentari e tante delle altre nefandezze oggi compiute dall’uomo moderno contro la natura e contro i propri simili vengono così irresponsabilmente e colpevolmente accettate e giustificate in nome del progresso, dello sviluppo economico, del lavoro, del guadagno.

Se però ci fermassimo a riflettere e riuscissimo a scindere il giusto dallo sbagliato, ci renderemmo subito conto che questo stile di vita egoico ed autoreferenziale è autodistruttivo, e sicuramente non porta ad un bene comune.


La prudenza è la virtù che ci permette di distinguere la reale utilità e correttezza delle cose che ci circondano e dei nostri comportamenti, individuali e collettivi.


Ovviamente, quando appena detto non significa che tutti noi dovremmo vivere in una caverna per paura di ledere il prossimo con la nostra vita e il nostro operato, ma ci deve portare a concludere che nell'ambito del quotidiano dovremmo sempre pensare prima d'agire e imparare a farci delle domande: “e se lo facessero a me?”, ”il mio comportamento può far del male a qualcuno?” , ”veramente non ho alternative?”, ”potrei aiutare in quest'occasione?”.


Per un libero muratore, così come per un credente, vivere una vita degna di questo nome, dunque, non significa pura sopravvivenza e accumulo di beni e ricchezze, bensì, piuttosto, puntare sempre verso il bene comune, evitando di ledere gli esseri viventi che ci circondano sia in modo diretto, che in modo indiretto, secondo la virtù della prudenza.


Dovremmo imparare a valorizzare atteggiamenti e qualità quali la compassione, la fratellanza e l'amore. Solo capendo veramente come scindere ciò che è giusto da ciò che non lo è ci permetterà di vivere una vita piena e degna di questo nome.

Non dimentichiamoci che la prudenza va a braccetto con la sapienza; solo chi è sapiente sa come utilizzare la conoscenza acquisita nel modo più corretto, utilizzandola per se stesso e per il prossimo. 


Noi, in quanto massoni, abbiamo più responsabilità rispetto ad un profano, siamo persone che han scelto di compiere prima di tutto un percorso votato al miglioramento interiore e al miglioramento del mondo che ci circonda, abbiamo scelto un certo stile di condotta basato sull'etica e sulla moralità e ci siamo formalmente impegnati a questo; dovremmo quindi essere sempre i primi a dare esempio di prudenza, sia ai nostri Fratelli, che ai profani.


Una bellissima definizione della virtù della prudenza è quella che ci dà il Cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, basata sul versetto del Vangelo di Matteo: «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe» (Mt 10,16) che si può trovare a questo link https://www.avvenire.it/agora/pagine/prudenza. Buona lettura.