chiesa e massoneria.jpg

DIVENTARE MASSONE È PECCATO PER LA RELIGIONE CATTOLICA?

 


I – Il rapporto tra Cattolicesimo e Libera Muratoria, secondo la Chiesa Cattolica
Il Canone n. 2335 del previgente Codice di Diritto Canonico del 1917 vietava ai cattolici, sotto pena di scomunica, di iscriversi alle associazioni massoniche e consimili. Invece il vigente Codice di Diritto Canonico2 (in seguito: “CIC”) non contiene più tali espressi divieto e scomunica3. Da parte di taluno si è dunque pensato che la scomunica in questione non fosse più in vigore4. La Congregazione per la Dottrina della Fede (in seguito: “CDF”)5, nella sua sintetica “Dichiarazione circa le associazioni massoniche” del 26 novembre 19836 (in seguito: “Dichiarazione”), ha affermato che la mancata riproposizione nel CIC di divieto e scomunica “è dovuta a un criterio redazionale seguito anche per altre associazioni ugualmente non menzionate in quanto comprese in categorie più ampie”; e che “rimane ... immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione”. 
Il fatto che la CDF attribuisca la sparizione della scomunica solo a un criterio redazionale e che essa dichiari immutato il giudizio della Chiesa sembrerebbe far pensare che la scomunica possa in qualche modo essere ancora attuale. In effetti, il professare principi incompatibili con la fede cattolica in modo palese a terzi7, potrebbe teoricamente integrare la fattispecie dei delitti canonici di apostasia8 o di eresia9, ambedue sanzionati dal CIC con la scomunica10 cd. latae sententiae11. 
D'altro canto, tenuto conto che secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica12 (in seguito: “CCC”), la fattispecie materiale di un peccato cd. grave o mortale13 ha per oggetto uno dei Dieci Comandamenti14, è teoricamente possibile che il professare principi incompatibili con la fede cattolica costituisca peccato grave: ad esempio, se uno di tali principi consistesse nel negare l'unicità e supremazia del Dio cristiano, risulterebbe violato il primo Comandamento e quindi si integrerebbe la fattispecie di peccato grave.
D'altra parte, la CDF, per sua stessa natura e scopo, non può non essere a conoscenza del fatto che, secondo l'ordinamento e della dottrina della Chiesa, le sanzioni canoniche e le condizioni di peccato sono imputabili soltanto a titolo personale e soltanto in quanto volontarie15. Di conseguenza, affermando che “I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla Santa Comunione”, essa non solo ritiene che la Libera Muratoria professi “principi inconciliabili con la dottrina della Chiesa”, ma ritiene pure che la Libera Muratoria finisca sempre per determinare i propri iscritti ad aderire personalmente a tali principi.
Vediamo ora quali siano i principi libero-muratori che secondo la CDF confliggerebbero con gli insegnamenti della Chiesa e quali siano le relative sanzioni previste dall'ordinamento canonico.
In verità, la Dichiarazione non indica esplicitamente tali principi, ma la posizione della CDF può essere ricostruita in base all'ulteriore documento “Riflessioni ad un anno dalla dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede - inconciliabilità tra fede cristiana e massoneria” (in seguito: “Riflessioni”)16. Quivi si afferma che “malgrado la diversità che può sussistere fra le obbedienze massoniche, in particolare nel loro atteggiamento dichiarato verso la Chiesa, la Sede Apostolica vi riscontra alcuni principi comuni, che richiedono una medesima valutazione da parte di tutte le autorità ecclesiastiche”; e quindi si passa a menzionare i seguenti principi, asseritamente comuni a tutte le diverse istituzioni libero-muratorie e pretesamente inconciliabili con la dottrina cattolica:
i. “la comunità dei «liberi muratori» e le sue obbligazioni morali si presentano come un sistema progressivo di simboli dal carattere estremamente impegnativo. La rigida disciplina dell’arcano che vi domina rafforza ulteriormente il peso dell’interazione di segni e di idee”; ma non si indica quali siano questi obbligazioni, impegni ed arcano e quindi non si permette di capire se il cattolico che li assuma e condivida consapevolmente sarebbe colpevole di apostasia o eresia o di peccato grave;
ii. “questo clima di segretezza comporta, oltre tutto, per gli iscritti il rischio di divenire strumento di strategie ad essi ignote”; questa censura certamente non integra le fattispecie di apostasia e eresia, che non hanno  nulla a che fare con l'assunzione di “rischi”; e d'altro canto, ribadito che secondo la dottrina cattolica il peccato è imputabile solo in quanto personale e solo in quanto consapevole17, è evidente che il “rischio” di supportare strategie potrebbe costituire fattispecie di qualsivoglia peccato soltanto se si avesse ragionevole convinzione che tali strategie vi sono, seppure ignote, e che sono verosimilmente in conflitto con gli insegnamenti cristiani;
iii. “un cristiano cattolico non può nello stesso tempo partecipare alla piena comunione della fraternità cristiana e, d’altra parte, guardare al suo fratello cristiano, a partire dalla prospettiva massonica, come a un «profano»”; qualsiasi cosa voglia dire la parola “profano”, chiaramente è escluso che possa qui ricorrere il delitto di apostasia, che ha un oggetto completamente differente18; mentre è astrattamente possibile che una concezione di fratellanza libero-muratoria spinta sino a negare la fratellanza cristiana, contrasti con la relativa verità di fede e quindi integri il delitto di eresia19 o quantomeno lo stato di peccato grave;
iv. nella Libera Muratoria vi sarebbero “idee filosofiche e concezioni morali opposte alla dottrina cattolica … .(che) riconducono essenzialmente a un naturalismo razionalista ... una concezione simbolica relativistica (...) (in cui) le diverse comunità religiose, cui appartengono i singoli membri delle Logge, non possono essere considerate se non come semplici istituzionalizzazioni di una verità più ampia e inafferrabile. Il valore di queste istituzionalizzazioni appare, quindi, inevitabilmente relativo, rispetto a questa verità più ampia, la quale si manifesta invece piuttosto nella comunità della buona volontà, cioè nella fraternità massonica”; se un cattolico aderisse integralmente e consapevolmente a simili principi relativistici, sarebbe verosimilmente corretto considerarlo colpevole di eresia, o perlomeno in stato di peccato grave per violazione del primo Comandamento, che impone di credere all'unicità e supremazia del Dio cristiano; a quest'ultimo riguardo, va particolarmente rilevato che le Riflessioni affrontano anche il problema dell'imputabilità personale, ritenendo che se anche nella Libera Muratoria “non vi fosse un’obbligazione esplicita di professare il relativismo come dottrina, tuttavia la forza relativizzante di una tale fraternità, per la sua stessa logica intrinseca ha in sé la capacità di trasformare la struttura dell’atto di fede in modo così radicale da non essere accettabile da parte di un cristiano (…) questo stravolgimento nella struttura fondamentale dell’atto di fede si compie, inoltre, per lo più, in modo morbido e senza essere avvertito: la salda adesione alla verità di Dio, rivelata nella Chiesa, diviene semplice appartenenza a un’istituzione, considerata come una forma espressiva particolare accanto ad altre forme espressive, più o meno altrettanto possibili e valide, dell’orientarsi dell’uomo all’eterno”; in altri termini, il cattolico che s'iscrivesse alla Libera Muratoria finirebbe inavvertitamente, ma inevitabilmente, per divenire un relativista.
In sintesi, la CDF muove alla Libera Muratoria quattro censure: gli impegni assunti dai Liberi Muratori; l'assunzione di segreti che proteggerebbero strategie occulte; il conflitto tra la fraternità libero-muratoria e quella cristiana; e il relativismo. Qui di seguito vi spiegheremo come la pensiamo su questi temi.


II - Gli impegni che vengono assunti dai Liberi Muratori
La nostra Costituzione afferma che “Gli impegni dei Massoni … (sono) promesse atte a mantenere riservati gli antichi modi di riconoscimento fra Massoni e l'impegno a seguire i principi morali della Massoneria”20.
In effetti, noi assumiamo soltanto i seguenti quattro impegni: (omissis).


III – I segreti della Libera Muratoria
Come sopra si è visto, quanto a “segretezza” gli impegni assunti dai Liberi Muratori riguardano solo ed esclusivamente i metodi di riconoscimento tra liberi muratori dei diversi gradi: parole, segni e strette di mano. Naturalmente viviamo anche noi nel terzo millennio e quindi per accertare che qualcuno sia membro della nostra istituzione ci basta rivolgerci al Segretario della Loggia cui quella persona dichiara di appartenere; cosicché l'impegno di non rivelare questi metodi di riconoscimento ha solo un valore simbolico: esso rappresenta la promessa di curare e salvaguardare il nostro intimo rapporto di fratellanza. Il fatto è, comunque, che nella Libera Muratoria non esistono altri impegni di segretezza; e questo, semplicemente perché non esistono altri segreti. In particolare, la Libera Muratoria non ha e non vuole avere alcuna “strategia” (sociale, politica, religiosa, filosofica, economica, ecc.), tantomeno da tenersi celata. Essa è basata su fini e principi associativi sono espressamente dichiarati dalla nostra Costituzione, secondo cui “Non esistono segreti riguardanti i principi fondamentali della Massoneria. La Gran Loggia Regolare d'Italia prenderà in considerazione il riconoscimento solo di quelle Gran Logge che professano e praticano tali principi”27, che vengono chiaramente esposti nella sezione intitolata “Principi fondamentali per il riconoscimento di una Gran Loggia”28.


IV – La fraternità libero-muratoria
Tutte le volte che talune persone si definiscono “fratelli”, lo fanno perché tra di loro c'è qualcosa di importante in comune, in base al quale essi si riconoscono eguali e quindi fratelli. Noi Liberi Muratori ci diciamo “fratelli” per i motivi che sono esposti da questa preghiera, che recitiamo proprio all'inizio di ciascuna cerimonia di Iniziazione: “Concedi il Tuo aiuto, Padre Onnipotente e Supremo Governatore dell'Universo, a questa nostra riunione, e fa che questo candidato alla Libera Muratoria possa dedicare e consacrare la sua vita al Tuo servizio, così da diventare un vero e leale fratello tra noi”29. Siamo dunque fratelli in quanto dedichiamo a Dio il nostro stare insieme e il nostro sforzo individuale di miglioramento morale e spirituale. Il fatto di ritenerci fratelli in questo senso non significa che la nostra fraternità sia “esclusiva”, per due motivi:
1) la Libera Muratoria è aperta a tutti gli uomini liberi, in età matura, di buona reputazione, che credano in Dio, Essere Supremo, e nella Sua volontà Rivelata in un Libro Sacro, sinceramente interessati al proprio miglioramento morale e spirituale e animati “da una sincera volontà di porsi ancor più al servizio del nostro prossimo”30, senza distinzioni di religione, razza, età, classe sociale e opinione politica; in effetti, c'è un'altra condizione affinché possano iscriversi: devono chiederlo loro (“ask 1 2 B 1”), perché noi non facciamo proselitismo;2) è parte qualificante dell'essere Liberi Muratori il fatto di sentirsi obbligati “verso il vostro prossimo [n.d.r.: sia o non sia anche lui Libero Muratore], agendo nei suoi confronti secondo l’insegnamento della Squadra, rendendogli ogni cortese servizio che Giustizia o Misericordia possano richiedere; soccorrendolo nel bisogno, consolandolo nella disgrazia, e comportandovi con lui così come vorreste che lui si comportasse nei vostri confronti”31; così, l'appartenenza alla fraternità libero-muratoria implica necessariamente il fatto di sentirsi in spirito di fraternità anche con tutti coloro che non sono Liberi Muratori.Qui in Italia sentirete spesso i Liberi Muratori utilizzare il termine “profano” per indicare chiunque non sia stato iniziato Libero Muratore. Ciò deriva dal fatto che la simbologia libero-muratoria si basa sui racconti biblici relativi alla costruzione del Tempio di Re Salomone. Simbolicamente, ciascun Libero Muratore lavora alla costruzione del Tempio di Dio, mentre chi non lavora nel cantiere è “fuori dal luogo sacro”, cioè “pro fanum”, “profano”. Nella Libera Muratoria originaria e originale, quella della Gran Loggia Unita d'Inghilterra, questo termine non è affatto utilizzato e coloro che non sono Liberi Muratori vengono designati o semplicemente come “non iniziati”, o con il termine “cowan”32. Quest'ultima parola, non più corrente nell'inglese moderno, indicava un tempo il muratore non iscritto alla corporazione di mestiere e quindi privo delle conoscenze specifiche dell'arte custodite e tramandate proprio dalla stessa corporazione33. Forse l'unica possibile traduzione in italiano è “manovale”, che a qualcuno potrebbe sembrare anche peggio di “profano”. Per questo, e per mera abitudine, capita che taluno di noi, pur seguendo i costumi libero-muratori inglesi, continui a usare il continentale “profano”. Ciò, tuttavia, non comprende minimamente un giudizio negativo o comunque una svalutazione di tutti gli altri rapporti di fratellanza o fraternità che ciascuno di noi ha al di fuori della Libera Muratoria. In particolare, abbiamo ben presente che il Tempio cui lavoriamo non è nostro, ma è di Dio, che lo ha progettato e lo costruisce per accogliervi tutti i Suoi figli, non solo i Liberi Muratori.


V - La Libera Muratoria, le religioni e il relativismo
Noi ammettiamo nelle nostre file atei, agnostici, gnostici, panteisti, naturalisti, razionalisti, relativisti, deisti o politeisti, né persone che non abbiano una religione rivelata ma abbiano soltanto una generica “religiosità individuale”. Perché non li ammettiamo? Perché durante le nostre riunioni:- sui di noi e sui nostri lavori invochiamo la benedizione e l'assistenza di Dio, qualificato di volta in volta come “Grande Architetto dell'Universo”, “Padre Onnipotente”, “Supremo Governatore dell'Universo”, “Creatore”, “Signore”, “Grande Geometra dell'Universo”, “Dio Misericordioso”, “Dio Onnipotente”, “Altissimo”, “Architetto e Regolatore dell'Universo”, “Signore della Vita”34;- - dichiariamo che in Dio riponiamo la nostra ultima fiducia35, lo riconosciamo come colui cui “noi tutti abbiamo il dovere di sottometterci e che dobbiamo con umiltà adorare”36 e riconosciamo noi stessi come “deboli creature della Tua Provvidenza”37;- teniamo sempre aperto il Volume della Legge Sacra, che è la Bibbia, che consideriamo come “l’infallibile guida alla verità e alla giustizia e regolatore delle vostre azioni in base ai precetti divini che esso contiene”, avendo lo scopo di “regolare e reggere la nostra fede”38;- - assumiamo i nostri impegni sul Volume della Legge Sacra, o su altro Libro che secondo la nostra religione contenga la Rivelazione, in modo da rendere sacro il nostro impegno.
Chi non crede in una religione monoteista rivelata non può attribuire senso a queste parole e a questi gesti della nostra tradizione tricentenaria, se non snaturandoli. Di conseguenza, quando qualcuno ci manifesti il suo interesse a diventare membro della nostra istituzione, la nostra Costituzione ci impone di fargli prima di tutto due domande:- se egli creda sinceramente in Dio, Essere Supremo (il che significa: unico, assoluto, trascendente,- personale);- - se sia disponibile a prestare il Solenne Impegno di mantenere riservati i metodi di riconoscimento dei Liberi Muratori sulla Bibbia o sul Libro Sacro a cui è legato il suo credo religioso (il che significa che la religione del candidato deve essere cd. rivelata)39.Se il candidato manifesti di non poter rispondere positivamente senza riserve ad ambo le questioni, non è che noi lo scartiamo: è lui stesso che manifesta di non essere realmente interessato alla Libera Muratoria.
Tutto questo dovrebbe essere sufficiente a farvi capire che per noi la religione di ciascuno è cosa estremamente seria, che viene necessariamente prima della Libera Muratoria. E difatti la nostra Costituzione richiede che: ”ciascuno [Libero Muratore] segua la sua fede e ponga i propri doveri verso Dio, qualunque sia il nome usato per identificarlo, al di sopra di tutti gli altri”.
D'altra parte, se il candidato risponde positivamente ad ambo le domande, ci fidiamo delle sue risposte e non gli chiediamo quale religione rivelata segua e tantomento se sia praticante o ortodosso rispetto agli insegnamenti di tale religione: sono cose che riguardano solo lui e la sua religione. Questo, insieme al fatto che accogliamo tra di noi persone di diverse religioni monoteiste (cristiani, ebrei, musulmani, indù astika, sikh, ecc.), potrebbe farvi pensare che almeno implicitamente riteniamo tutte queste religioni indifferenti e “relative”, o che in fondo crediamo in una specie di “super-Dio” massonico o comunque sincretistico, superiore a quello di tutte le religioni.
Non è così. Quando invochiamo insieme Dio, nel corso delle nostre cerimonie, ciascuno di noi intende precisamente e esclusivamente il Dio della sua religione. Secondo la nostra Costituzione, infatti, “Non esiste un Dio Massonico: il Dio di un massone è il Dio della religione che egli professa. I massoni si riuniscono nel comune rispetto dell'Essere Supremo, che rimane Supremo nelle loro confessioni religiose. La Massoneria non tenta in alcun modo di fondere assieme le religioni. Non esiste, pertanto, alcun Dio massonico sincretistico”. Così, il nostro “comune rispetto” non significa che l'Essere Supremo delle nostre singole religioni divenga per noi … meno Supremo.
Né ciò comporta che la Libera Muratoria abbia un implicito giudizio relativistico riguardo alle nostre diverse religioni: si tratterebbe di un giudizio di natura teologica, mentre la nostra Costituzione dichiara che “La massoneria non possiede alcuna dottrina teologica e, vietando la discussione sulla religione durante le proprie riunioni, non permette l'insorgere di una dottrina teologica massonica”.
In definitiva: non solo la Libera Muratoria richiede ai suoi membri di credere in Dio, Essere supremo secondo una religione monoteista rivelata; ma richiede loro espressamente di mantenere tale loro religione e di obbedirle prima di ogni altra cosa.

*** Note

Fonti del testo

 
Monumento ad Ugo Bassi - Bologna (prete e Massone).jpg

Ugo Bassi

Monumento sito a 450 metri da Piazza Maggiore a Bologna

Ugo Bassi visse nella prima metà del XIX secolo. Fu un frate barnabita, uomo di grande cultura che divenne famoso e ricercato predicatore, ma spesso si scontrò con le gerarchie ecclesiastiche a causa delle sue denunce sui mali della società e alle tematiche patriottiche che sempre inserisce nei suoi discorsi. (Omissis)

La statua, grazie anche a contributi massonici (sul piedistallo ci sono alcuni simboli massonici), viene fusa nel 1888, e rappresenta il frate durante una sua tipica posa oratoria.