CHI PUO' DIVENTARE MASSONE?

 

Entrare in massoneria è un passo molto importante, per chi si accinge a bussare  e per tutti i fratelli che lo accoglieranno.  I requisiti primari che verranno richiesti sono dettati dagli antichi Landmarks dell'ordine (Le Costituzioni di Anderson del 1723).

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-Il primo dei requisiti fondamentali è di credere in un essere supremo, perché chi si dichiara ateo non può essere accettato in massoneria.


-Il secondo è quello di essere  uomo (inteso di sesso maschile), di età matura (di almeno 18 anni compiuti), di sani principi, integrità morale e di buona reputazione.

-Il terzo è quello di non aver condanne o procedimenti giudiziari in corso


I prerequisiti del bussante


Prima di occuparci delle virtù e dei comportamenti che devono caratterizzare l’atteggiamento verso gli altri e la vita stessa di un Massone dobbiamo dedicare la nostra attenzione a quei prerequisiti che vanno individuati già nel bussante e che devono restare quali punti di riferimento costante del nostro successivo cammino.


Tutti sappiamo che il profano che vuole accostarsi alla Nostra Istituzione deve essere “libero e di buona reputazione”.


Chi è privo di una buona reputazione non può più entrare.


È quindi fondamentale per tutti noi verificare il possesso di questa qualità in chi bussa alla porta della Loggia per entrare nella Nostra Istituzione.


Chi si comporta in modo falso, scorretto, violento, sleale, infedele, delatorio, meschino, volgare, opportunista o anche solo “furbo” con gli altri si pone automaticamente al di fuori della Libera Muratoria, lo obbliga a rimanere fuori dal Tempio.


È fondamentale conservare e custodire gelosamente questo prerequisito per tutto il nostro cammino massonico e fare di tutto, ove l’avessimo perso o anche solo appannato, per riacquistarlo con la massima sollecitudine nel suo pieno fulgore.


In Gran Bretagna quando si cerca un preside per un istituto scolastico sovente si sceglie un massone, perché la sua natura ha insita una morale specchiata, una indubbia imparzialità e una profonda onestà.

Questo è il modello a cui, i bussanti prima e i Liberi Muratori poi, devono tendere: essere specchio delle virtù massoniche nella vita profana di tutti i giorni.


Ma questo non basta, il bussante deve anche essere libero.


Nei vecchi testi massonici risalenti al settecento si legge che i bussanti devono essere liberi, perché “le menti degli schiavi sono più corrotte e meno illuminate di quelle dei nati liberi”. 

Va da sé che questo concetto, peraltro basato sul pregiudizio, vada attualizzato ai nostri giorni, dove non esiste più la schiavitù legale ma, per converso, esistono tanti altri tipi di schiavitù ugualmente rilevanti.


Non ha senso stare qui ad elencare le servitù odierne: droga, gioco d’azzardo, sete di potere, lavoro eccessivo, sette religiose, amori patologici.

Certamente quella più comune e più insidiosa di tutte è la servitù del denaro. Quella che il Volume della Legge Sacra chiama Mammona: la ricchezza terrena idolatrata.


La libertà dalla sete di potere e di ricchezza, ulteriore elemento contraddistintivo del bussante, è un elemento fondamentale che va conservato per tutta la durata del nostro percorso massonico. Il nostro approccio alle virtù e ai principi dell’arte deve essere spogliati da ogni riserva mentale e condizionamento.


Ed è per questo motivo che la Loggia non deve essere in alcun modo un luogo di incontro di interessi economici e ancor meno il territorio di caccia di affaristi senza scrupoli.


È lo stesso Volume della Legge Sacra che ci ricorda la cacciata dei mercanti dal tempio. Matteo 21,12-13 testualmente riporta: “Il Maestro entrò nel tempio, e ne scacciò tutti quelli che vendevano e compravano; rovesciò le tavole dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombi. E disse loro: «È scritto: "La mia casa sarà chiamata casa di preghiera", ma voi ne fate un covo di ladri.”


Non essere schiavi significa quindi anche non essere legati ai Fratelli da lacci e lacciuoli di natura economica che viziano il sereno rapporto di fratellanza e la necessaria armonia dei lavori. Guai a renderci schiavi di reciproci interessi e scambi di favori!


E questa libertà va assiduamente ricercata anche nella vita profana, dove dobbiamo costantemente rifuggire dalla schiavitù di Mammona e cacciare l’affarismo e gli interessi materiali dal tempio del nostro spirito.


“Cercate le cose di lassù e non rivolgete il pensiero a quelle della terra”, ci dice il Volume della Legge Sacra.


“Fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza.” cit. Dante Alighieri